Episodio 5: Ferite e menzogne.
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Matthew passò le restanti due ore a fissare il vuoto, con nella testa le parole di Thomas che riecheggiavano come un tormento.
“Non ti sarà difficile trovare un altro interesse
amoroso”.
Dopo tutto quello che aveva passato con la storia di
Vany, tutta la vergogna, le dicerie, la sofferenza, i pianti…non avrebbe avuto
comunque quello che desiderava.
“Alliance? Alliance?” Jude si girò a guardarlo:
“Matthew, il maestro chiama te”.
Matthew si alzò: “mi dica…” – “alla lavagna! Sono
due volte che ti chiamo, muoviti”.
Il maestro Benevolent, che doveva essere alto circa
due metri, sembrava scocciato: “fai questa figura, mi disegni un quadrato col
lato di venti pollici, poi inventi due figure da tre lati e inserisci le loro
misure, poi calcoleremo perimetro, area, somma e le riprodurremo in scala sul
cartoncino che ora vi distribuirò, realizzeremo un modellino di…”.
Matthew eseguì, ascoltando solo alcune parole del
maestro.
“Non ti sarà difficile trovare un altro interesse
amoroso”.
Sarebbe stato impossibile per lui, il suo cuore era
di Ger.
La scuola finì, Matthew scese le scale velocemente,
sperando di non incontrare Ger, ma lei stava lì, ferma al cancello, il quaderno
tra le braccia.
“Andiamo dietro scuola a parlare” – “no” – “avanti!”
– “ti ho detto di no! Ho da fare e devo aiutare mio padre oggi, c’è tanto
lavoro”.
Jude, che stava accanto all’amico guardava Ger non
sapendo cosa dire: “non si sente bene oggi, ha avuto un problema col maestro”-
“non essere bugiardo, non ho alcun problema col maestro! Io sono un genio! Non
ho problemi coi maestri, per carità!” – “sei un genio ma sei un maleducato ad
urlare in questo modo davanti ad una ragazza” – “fingerò un malore e non andrò
alla preghiera, ci vedremo alle sei al fienile, più di questo non posso fare”.
Veloce se ne andò, quasi correndo, Jude non lo
seguì.
“Mi dispiace Ger…oggi ha qualcosa che non va, è
triste, pensieroso e distratto”- “si deve essere innamorato di qualche
ragazza…”, Jude scoppiò a ridere.
“Non ha occhi che per te, credo che il problema sia
altro, lo scoprirò”, Ger non fece riferimenti all’appuntamento della sera precedente,
non sapeva quanto davvero i due fossero effettivamente intimi e legati, Jenny
si avvicinò alla sorella.
“ Ger! Andiamo a casa?” – “Jenny”, disse Jude –
“davvero un clima mite oggi, non trovi?” – “trovo”, rispose lei in imbarazzo,
Ger li guardò scuotendo il capo: “andiamo, buon pranzo Jude” – “buon…pranzo” –
“buon pranzo…cosa mangerai?”, chiese Jenny, Ger esclamò: “Iddio v’aiuti!
Andiamo a casa o comincerete a parlare di politica o religione”, si avvicinò
Rosy : “hey, torniamo a casa insieme?” – “assolutamente no!Jenny forza andiamo!”.
Casa Wisdmon:
Dopo aver copiato per varie volte le lettere A e B
sul quaderno dopo pranzo la madre chiese alle ragazze di lucidare: candelabri,
soprammobili e posate, mentre lei andava a fare spese con Sunny in vista della
cena.
Le due odiavano lucidare l’argenteria, ma era sempre
meglio di pulire il pavimento o il gabinetto.
“Ieri mattina mi hai detto che Matthew fosse troppo
magrolino per te, e mi hai parlato anche del fatto che odi che sia figlio di un
macellaio” – “stavo mentendo, io lo amo, con tutta me stessa”.
Ger lo disse con talmente tanta convinzione e
freddezza che Jenny interruppe di lucidare il coltello che aveva in mano.
“Sorella è veramente meraviglioso quello che dici,
nonostante il suo passato, tu lo ami” – “mi auguro davvero di cuore che un
giorno tutti a Cittadella smetterete di etichettare quel povero ragazzo,
dandogli una seconda possibilità” – “e come motivi l’atteggiamento che ha avuto
con te?” – “è semplicemente deluso dal fatto che io ieri non sia andata a casa
sua, ma mi perdonerà quando gli spiegherò la situazione, è intelligente” –
“intelligente ma non sveglio, è uno strano connubio”.
Ger sbuffò, lucidando con più energia il suo
candelabro.
“Vogliamo davvero parlare di questo? Vogliamo
stilare una classifica dei più svegli di Cittadella? Ho una notizia per te mia
cara! Sei l’ultima della classifica, anzi penultima dopo Jude…anzi terzultima
dopo Rosy!” – “sta zitta” – “non sto zitta! E’ palese che a te piaccia Jude
eppure oggi gli hai parlato del tempo e del pranzo…ti prego” – “non so cosa
dirgli, non sono brava con queste cose…non sono abituata” – “fai pratica!
All’uscita avvicinati, chiedigli come va la scuola, se nel pomeriggio gli va di
passeggiare”, Jenny scosse il capo: “prima di tutto dovrei vederlo di nascosto,
come fai tu con Matthew, ed è una cosa che disapprovo, inoltre non so se abbia
già l’idea di fidanzarsi con qualcuna in particolare, in fondo la sua prima
cerimonia del matrimonio sarà tra poco più di un anno, di sicuro ha già idea di
chiedere la mano a qualche fanciulla e sta iniziando il corteggiamento” – “lo
avremmo saputo”.
“Tu forse lo avresti saputo, pettegola come sei, ma
io no, di certo avrei…” Jenny la fissò: “ma certo! Tu sei la chiave per
risolvere l’arcano, tu lo puoi venire a sapere con molta facilità, basta
chiedere a Matthew, sono così amici” – “non so se Matthew se la sente di
parlarmi delle cose private del suo amico…” – “oh andiamo, che ti costa…è solo
una piccola indagine, dai, fallo per me”.
Macelleria Alliance:
Mrs Wisdom e Sunny entrarono nella macelleria alle
quattro del pomeriggio, Matthew era solo al bancone, stava servendo un’anziana
donna, alzò lo sguardo e sorrise alle due appena entrate, cominciò a sudare, si
sentiva letteralmente circondato da quella famiglia.
La donna uscì salutando e Mrs Wisdom chiese il
solito spezzatino di manzo.
“Come sta signora?” – “benissimo grazie”, era sempre
fredda con lui, ma l’altro macellaio era troppo distante per arrivarci a piedi
e quindi di sicuro era costretta a recarsi almeno ogni due giorni alla
macelleria Alliance. “Come stanno le sue figlie e suo marito?” – “benissimo
grazie”.
“Cosa hai fatto alla mano?”, la piccola notò che la
mano destra fosse fasciata.
“Niente, mi sono tagliato, sai, capita spesso a chi
usa i coltelli” – “mio padre fa l’orafo, a lui i coltelli non servono”.
I commenti superflui dei bambini, che meraviglia.
“Tuo padre non c’è?” – “sta riposando, dopo andrà
alla preghiera, io invece andrò dal dottore a farmi medicare questa mano” – “mi
sembra ragionevole, tua madre?” – “è al lavoro”.
La vedeva negli occhi di Mrs Wisdom…la compassione.
Pensava di certo che fosse sempre solo, lasciato a se stesso e quindi per
questo scapestrato.
Tagliò la carne in cubetti perfetti, le mani ormai del tutto rosse, la benda sporca. Si
era tagliato appositamente per avere la scusa per non andare alla preghiera e
vedere Ger di nascosto. Cercò di pulirle sul camice bianco che usava per il
lavoro.
“Tuo padre non si sente bene? Sono diversi pomeriggi
che ti trovo solo” – “è solo tanto stanco, quindi la mattina c’è lui e dopo
pranzo ci sono solo io”, il padre aveva bevuto, sembrava che il vizio fosse
tornato definitivamente.
Avvolse nella carta quanto richiesto d Mrs Wisdom e
si sciacquò le mani nella tinozza che teneva dietro al bancone.
“La scuola come va?” – “è appena ricominciata” –
“vincerai anche quest’anno la medaglia come primo del tuo corso?” – “lo spero”.
“Allora buon lavoro Matthew”, madre e figlia uscirono, pagando i soliti due
pollici d’argento.
La mano gli pulsava, per fortuna non aveva avuto
molti clienti quel pomeriggio, e ormai tutte le donne avevano già fatto spese
per la cena, si sedette in preda ad una forte fitta.
Era un vero idiota, ne era del tutto certo, causarsi
una ferita, per cosa? Per una ragazza che non sarebbe mai stata veramente sua.
Ad un certo punto però entrò il maestro Pilgrim.
“Matthew, ciao ragazzo” – “Maestro!”, si alzò
ignorando il dolore.
“Cosa posso darle? Il solito petto pollo?”- “vorrei
parlare con tuo padre”.
Pilgrim era il maestro più giovane di tutta la
scuola, aveva venticinque anni, dopo essersi diplomato aveva fatto da
assistente per cinque anni ad un maestro anziano, imparando tante cose, quello
era il secondo anno che insegnava educazione fisica alla classe di Matthew.
“Vedo cosa posso fare”.
Il ragazzo andò nel retro del negozio, suo padre
russava sulla poltrona.
“Padre, padre…PADRE!”, si svegliò spaventato: “che
vuoi, pazzo che non sei altro, mi hai fatto quasi prendere un colpo!” – “c’è il
maestro Pilgrim che vuole parlarti! Sta aspettando già da qualche minuto!” –
“chi?” – “il maestro Pilgrim! Quello di educazione fisica che lo scorso anno
abbiamo invitato a cena!” – “Pilgrim! Quello giovane”.
Mr Alliance si alzò, tentando di darsi un contegno,
sistemò i capelli biondi e ricci, lisciò i baffi, e mise la camicia nei
pantaloni.
“Maestro Pigrim, che piacere!” – “padre…è Pilgrim” –
“Pilgrim!”.
Matthew rimase dietro al bancone, mentre suo padre
chiudeva a chiave il negozio: “che Iddio non voglia che le parole di un maestro
vengano disturbate dai clienti” – “oh ma non sarebbe un problema”.
“Che cosa le offro? Va bene un po’ di arrosto? Ma
dovrà cuocerlo però”, risero tutti.
“No, non voglio niente, sono qui solo per parlarle
di Matthew, e vorrei davvero che anche lui ascoltasse” – “mi dica subito se ha
combinato qualcosa di grave…” – “non sono qui per questioni di condotta, sono
qui per questioni didattiche”.
Mr Alliance stentava a seguire i discorsi delle
persone più colte di lui.
“Mi parli di queste cose didattiche allora…” – “come
saprà suo figlio è il primo della classe, in tutte le discipline, in gennaio mi
auguro che parteciperà nuovamente alle gare sportive della scuola, in cui ha
raggiunto il primo posto lo scorso anno e il secondo l’anno precedente” –
“parteciperà, a lui piacciono queste cose di scuola, ha buona volontà” – “non è
solo una questione di volontà signore, qui siamo davanti ad un piccolo
prodigio, forse lei non se ne rende conto”.
“Mi dà tanti problemi però sa? E’ un donnaiolo,
tutta la storia con la monaca…” – “non voglio che si rivanghi questa storia in
mia presenza, i ragazzi possono sbagliare, continuare a rinfacciar loro tutto
non può che renderli frustrati, e nessuno vuole questo, giusto?” – “credo di
no” – “sono qui per chiederle di lasciare che Matthew diventi il mio assistente
una volta che sarà diplomato, per essere poi, se lo vorrà, anche lui maestro un
giorno”.
Il cuore di Matthew cominciò a battere forte, il
maestro Pilgrim credeva davvero così tanto in lui?
“E l’attività? Come sà io ho questo negozio e
l’allevamento dall’altra parte della città, lì c’è John, che gestisce il
bestiame con la famiglia di sua moglie e qui c’è Matthew, cioè io e Matthew,
non può fare da assistente e boiate simili, c’è da lavorare” – “boiate simili?”
– “mi scusi, intendevo dire sciocchezze”.
Il maestro guardò Matthew.
“Che hai fatto alla mano?” – “mi sono tagliato” –
“vede, non è così perfetto, anzi, direi che è piuttosto distratto”.
“Mr Alliance, ne parli con sua moglie, tra una
settimana verrò a trovarvi e mi darete la vostra opinione, tu Matthew, che ne
pensi?” – “per me…va bene” – “come pensavo, ci vediamo domani a scuola,
arrivederci”.
Mr Alliance aprì il portone e scoppiò a ridere :
“questi maestri sono tutti matti, tu assistente? Non sanno di chi stanno
parlando…lo so io, lo so io”.
Fienile:
Tutti gli uomini quella sera andarono alla
preghiera, tranne Matthew, si recò nel posto che aveva indicato a Ger e si mise
seduto, ancora in camice da lavoro, con la schiena poggiata su una balla di
fieno.
La mano gli faceva male, i pensieri impazzavano
nella sua testa, temeva Thomas e aveva anche davanti la vaga prospettiva di
fare il maestro da grande.
Lei arrivò, ancora in divisa.
“Che hai fatto alla mano?” – “mi sono tagliato,
appena avrò finito di parlare con te andrò dal medico, torna sempre un po’
prima dalla preghiera”.
“Sei pallido, mi fai preoccupare” – “Ger, io ieri
avevo preparato per te una sorpresa, ti avevo aspettato con tanta speranza,
gioia…e tu non sei venuta” – “Matthew non devi odiarmi per questo! Ti prego!
Non è stata colpa mia, mio padre mi ha vista e dopo essermi inventata una bugia
sono dovuta tornare di corsa in camera…perdonami”.
Si guardarono, lei stava piangendo, col pollice
della mano sana le asciugò una lacrima.
“Non possiamo più parlarci a scuola. Ti ho chiesto
di vederci per lasciarti ma io…non ce la faccio. Ho poche cose belle e tu sei
tra quelle, tu sei la mia luce nel buio” – “che ti hanno detto? Ci hanno
visto?” – “si, ci hanno visto che ci baciavamo dietro scuola, un maestro ha
detto che parlerà con mio padre e io non voglio, ho promesso che avrei troncato
la relazione, sai, non è ancora il momento, non possiamo uscire allo scoperto,
la storia di tua cugina mi perseguita ancora come un’ombra” – “hai ragione, non
vorrei che i miei lo venissero a sapere ora, sarebbe un delirio”.
“Quindi, per ora, dovremmo nasconderci un po’
meglio”.
Lei, felice, lo abbracciò, poi come al solito si
baciarono a lungo.
Lei sollevata.
Lui bugiardo e con un nuovo e più profondo senso
di colpa, solo dopo Ger gli chiese cosa pensasse Jude di sua sorella, ma Matthew non aveva nulla da dire in proposito.
Vuoi sapere come continua la storia? EPISODIO 6.

Letto tutto ad un fiato....curiosa di leggere l'altro capitolo....
RispondiEliminaFantastica l'idea per il ballo, assolutamente da fare, speriamo per Matthew che possa realizzare il suo sogno
RispondiEliminaF✨A✨N✨T✨A✨S✨T✨I✨C✨
RispondiEliminaColpi di scena, amori che nascono, le
Prime bugie 🤥 tutto in un solo capitolo che BELLO 😍
La storia d'amore tra Matthew e Ger si fa sempre più complicata... Ci fai volare con la fantasia! Bravo... davvero non vedo l'ora di leggere il prossimo capitolo!!!
RispondiEliminaaspetto il Prom con ansia😍
RispondiEliminaPrommmmm
RispondiEliminaBellissimo anche questo episodio, come sempre mi lascia con tanta ansia di leggere il prossimo. Sapevo che Matthew e Ger non si sarebbero separati!
RispondiEliminaIo voto per la PROM, voglio proprio sapere quali coppie si formeranno per il ballo di fine anno e quali altri guai usciranno fuori
bellissimo l'intrigo tra matthew e ger, lui incastrato nel ruolo del cattivo ragazzo e lei bella e capricciosa, vediamo come gestiscono il terzo incomodo..
RispondiEliminaio dico si al PROM, mi incuriosisce capire quali siano i confini imposti da questa società ai ragazzi durante un ballo