Episodio 17: Vi invidierei, ma è peccato.
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Oggi per voi i ragazzi: Jude, Matthew, Ger e Jenny, tutti raffigurati singolarmente nel famoso fienile.
Grazie a Federico, Matteo, Chiara e Ludovica come sempre.
E ad @aleart_photo.
Arena della scuola, prove del ballo.
Alle prove del ballo quel venerdì pomeriggio si
presentò anche Rosy, aveva accaparrato Sicon Pasture, il figlio del lattaio, un
ragazzo del terzo anno dai capelli castani e lo sguardo dolce, e si era unita
al gruppo dei ballerini, da giorni evitava accuratamente qualsiasi tipo di
dialogo e di contatto con le sorelle Wisdom, dimostrando di essere rimasta fin
troppo offesa dalla decisione di Jude in merito al ballo di dicembre.
Mentre provava con il suo partner improvvisato si
sforzava di non guardare mai nella loro direzione.
“Oh, quanto è stupida”, commentò ad alta voce
Gertrude, attirando inevitabilmente l’attenzione di Ishmael.
“Ma chi?” – “oh lascia stare…” – “quella Rose, vero?
Una perdente” – “ma tu non la conosci, è solo una ragazza molto sensibile, ma a
volte si comporta come una bambina” – “prima ci parlavi sempre, ora non più,
come mai?” – “non ce l’ha con me, ha problemi con mia sorella e quindi evita
anche la sottoscritta”.
Sicon la guidava molto bene, mentre lei era un po’
goffa nei movimenti.
L’esperto di danza propose una breve pausa, suggerendo
alle ragazze di chiacchierare tra loro, senza rivolgere la parola ai loro
partner.
Jenny si avvicinò alla sorella: “andiamo a salutare
Rosy?” – “ovviamente, voglio capire come ha rimediato un tipo come Sicon”.
“Rose Rose, come te la passi? Sei brava a ballare,
complimenti” – “Grazie Gertrude, sei gentile”, sorrise in modo falso, poi
cominciò a fissare le sue scarpe di tela bianche.
“Jenny vuole parlarti, ti va di parlare con lei?” –
“oh, ora non posso, non ho tempo”.
“Andiamo Rosy! A me dispiace per la questione di
Jude, sul serio!” – “ah si?”, la guardò con odio.
“Sono stata per giorni a decantare la sua bellezza,
e tu provavi interesse per lui e non me lo hai mai detto?” – “ma quanto può
contare un interesse a soli quattordici anni” – “per me conta! Io non aspetto
altro Jane. Aspetto il mio sedicesimo compleanno per avere qualcuno che mi
porti un regalo e aspetto più di ogni altra cosa la festa del matrimonio, mancano
tre anni ma io sono pronta da tempo. Ma a voi non importa di queste cose,
giusto? Sono ambizioni da sciocca, o da oca”.
Ger, stupendo sia Jenny che Rosy, intervenne: “non
sono ambizioni da sciocca, io voglio le stesse cose” – “per te è facile vero
Gertrude? Hai tutto ciò che vuoi, volevi invitare un ragazzo, sei andata lì,
spavalda, e glielo hai chiesto, io non avrei mai fatto una cosa del genere ma
voi siete ragazze speciali, ricche di forza, vi invidierei, ma è peccato”,
tornò a fissare le sue scarpe.
“Mi dispiace Rosy, veramente, mi piacerebbe che
parlassimo ancora all’entrata, a ricreazione, ovviamente non sei obbligata ma
sarebbe carino”, tentò Jenny.
Poi le prove ripresero, quella conversazione non
riprese mai e anche quella settimana finì, e il ballo era sempre più vicino, ma
ad essere veramente imminente era la festa del matrimonio, ed arrivò il primo
sabato di novembre, puntuale come ogni anno.
Casa Wisdom e strade della città.
Mrs Wisdom aveva fatto arrivare per tutte e tre le
figlie degli abiti lunghi di cotone color glicine e dei fiori freschi per la
neo-promessa sposa.
Gertrude e Jenny si stavano sistemando i capelli a
vicenda, legandoli tutti in un meraviglioso chignon.
“Dovresti tagliarli”, le disse Ger, mentre con
difficoltà cercava di farli stare tutti in una lunga coda alta che poi avrebbe
attorcigliato : “li taglierò il prossimo settembre, non mi sento ancora pronta”
– “vuoi pulire anche in terra con questi capelli?” – “perché no!”, le sorelle
risero, spensierate, mentre si preparavano per la festa del matrimonio a cui
avrebbe partecipato Adam.
Ottobre era volato via tra punizioni, appuntamenti
notturni, test difficili, poesie, inviti e prove del ballo, non era sempre
facile essere una ragazza a Cittadella, e tutto era ancora più complicato
quando avevi solo quattordici o quindici anni, della tua vita non potevi
letteralmente scegliere nulla, ma loro quel giorno erano state lasciate libere
di scegliere la loro acconciatura.
Ger e Jenny erano di certo emozionate per
l’imminente proposta di matrimonio del cugino, ma Ger era ancora più emozionata
per la poesia che avrebbe dovuto leggere in apertura.
L’aveva imparata a memoria, parola per parola,
leggendola tutte le sere sola nel suo letto, aveva fatto sue le parole che
Matthew le aveva dedicato, ed era orgogliosa di declamarle davanti a tutta la
città…davanti a Thomas.
Il giorno prima, alle prove del ballo di dicembre,
era molto nervoso e non le aveva rivolto che qualche parola distratto, di certo
aveva in testa l’ingombrante pensiero della festa del matrimonio, a cui avrebbe
partecipato come un’oscura presenza che non aveva, ancora, intenzione di
prendere moglie, tutto ciò divertiva Gertrude, era certa che avrebbe adorato
vedere quel ragazzo sempre così spavaldo…fuori posto.
Tutta la famiglia Wisdom uscì di casa verso le
quattro del pomeriggio, Jenny e Ger precedevano i loro genitori e tenevano per
mano tra loro due la piccola Mary Sun, la quale aveva indossato un vestito identico
al loro in miniatura e per l’occasione teneva i capelli rossi in uno chignon simile
al loro.
Le strade erano cosparse di petali, lunghi rami da
una finestra all’altra permettevano a fiori bianchi di sfiorare il capo di chi
stava camminando, i mercanti avevano allestito banchi all’aperto, sperando di
vendere qualcosa in più, e la musica cominciava a salire, il banjo, le arpe, le
chitarre.
La festa del matrimonio era l’evento più bello al
mondo, o meglio, era l’evento più bello del loro mondo.
Le bambine fin da piccole sognavano di prendervi
parte nell’anno dei loro diciassette anni, invece i maschi lo vivevano con meno
entusiasmo, anzi, con un certo imbarazzo.
“Quanto siete belle sorelle mie” – “sei bellissima
anche tu Sunny!” – “sono contenta che presto assisterò anche alla vostra festa
del matrimonio, purtroppo io non sarò mai una sposa” – “tesoro mio!”, esclamò
Ger: “anche la cerimonia delle monache è meravigliosa, io la trovo emozionante
e struggente” – “diventare una monaca mi sta bene, se non fosse per la rasatura
dei capelli, quella cosa lì non mi piace, ci tengo ai miei capelli eh!”, le due
sorelle più grandi si guardarono con un pizzico di malinconia, essere monache
era un grande onore, ma allo stesso tempo ti separava nettamente dalla tua
famiglia…e dai capelli.
Ger pensò anche e Vany per un secondo e ricordò la
sua cerimonia, ricordò le sue lacrime, poi Matthew,e il senso di colpa la
invase.
Sunny lasciò la mano delle sorelle per correre dai
genitori e Jenny notò subito lo sguardo ora più assente di Ger.
“Che c’è? Già pensi a quando Sunny diventerà monaca?
Mancano ancora dieci anni, io non ci penso neanche” – “no, penso a Vany, se non
fosse stata l’ultima figlia femmina oggi sarebbe stata anche la sua prima festa
del matrimonio, ma non avrebbe detto di sì a nessuno” – “avrebbe aspettato
Matthew” – “già, mi sento in colpa”.
“Sorellona, non puoi sentirti in colpa davvero,
nostra cugina non avrebbe mai potuto sposarsi, la sua storiella con Matthew è
stata sbagliata fin dal principio, ti ricordi quando l’abbiamo saputo? Io ero
scioccata” – “quando li ha visti l’allevatore e lo ha detto a tutti alla
funzione domenicale io non ci ho creduto, sono andata da lei a chiedere
spiegazioni e mi ha detto solo che se lo aveva visto di nascosto era perché lo
amava, basta, non ho mai avuto i particolari, non ho mai saputo come si sono
conosciuti” – “avresti potuto chiedere tutto questo a Matt” – “lo farò, ma non
siamo ancora pronti per affrontare questo argomento”.
In cielo le nuvole, per strada i cantori e le
bancarelle di ghiaccio dolce.
Isiah prese dei dolci per tutta la famiglia, era
sorridente, il che era un evento.
Mentre stavano per arrivare nella piazza della
chiesa incontrarono Jude e suo padre, che Isiah salutò, Jenny fece un fugace
sorriso a Jude, che lui ricambiò, e poi videro anche John Alliance, il fratello
maggiore di Matthew, molto alto, biondo e dagli occhi piccoli, e sua moglie, ma
i Wisdom non salutavano gli Alliance in pubblico.
Matthew arrivò solo dopo, con pantaloni neri e
giacca beige, i capelli scompigliati, correndo, parlò con il fratello in modo
animato, che, scuotendo la testa prese per mano la moglie e corse via, mentre
il fratello minore ridendo continuava a camminare.
“Madre vado a prendere un po’ di succo al chiosco” –
“ci vediamo tra cinque minuti davanti la chiesa, Jenny vai con lei”.
Le due sorelle si avvicinarono al chiosco ridendo,
Matthew ovviamente smise di camminare ad un paio di metri di distanza.
Gertrude lo guardò con sguardo interrogativo, lui si
avvicinò al chiosco.
“Un succo di mela grazie” – “per voi ragazze?” – “lo
stesso”, tagliò corto Jenny.
Ger sussurrò: “ma dove hai spedito tuo fratello?” –
“a svegliare mio padre, dorme come un sasso, il problema è che ancora non sa
che una volta che lo avrà svegliato lui si rifiuterà di venire alla festa del
matrimonio, la odia”, rise, pagando il suo succo e bevendolo tutto d’un sorso.
Le ragazze con ancora i loro bicchieri in mano,
Matthew dalla parte opposta della strada, continuarono a camminare, poi lui
imboccò nella piazzetta delle civette correndo e Ger lo seguì, Jenny se ne
accorse dopo pochi istanti.
Dietro la casa del pittore si baciarono per
interminabili minuti, stretti l’uno all’altra, e non si dissero neanche una
parola, poi, prima lei, poi lui, tornarono sulla strada principale, lui corse
fino alla chiesa, senza salutarla.
“Sei una cretina! Rischi troppo!” – “oh Jenny quanto
è bello l’amore” – “oh Gertrude quanto è bello non stare in punizione una volta
tanto!” – “ti sbagli, io sono in punizione fino al primo dicembre, devo ancora
ballare con quello scemo di Thomas”.
Piazza della chiesa.
La piazza della chiesa era gremita di gente,
bambini, adolescenti, adulti ed anziani.
Tutti molto eleganti e tutti emozionati.
I ragazzi diciassettenni erano già pronti, col
completo bianco e la cravatta nera, che avrebbero tagliato di lì a poco.
C’era Thomas, annoiato e pensieroso, e il cugino
delle ragazze, Adam, che corse loro incontro, i capelli rossi pettinati
all’indietro.
“Dove sono i fiori per Mary Naomi?”, aveva il tono
allarmato: “li ha nostra madre in un cestino, tranquillo”, lo rassicurò
Gertrude, che alzò lo sguardo e vide, lontani, Jude e Matthew che
chiacchieravano, ma quest’ultimo aveva cambiato espressione, sembrava molto
triste.
“Sei convinto di quello che stai per fare Adam?”,
lui non la sentì bene e le chiese di ripetere: “SEI CONVINTO DI QUELLO CHE STAI
PER FARE ADAM?”, lui non seppe cosa rispondere, la guardò come imbambolato, poi
la voce dello sciamano annunciò, dall’alto della sua finestra: “arrivano le
diciassettenni”.
L’arpa cominciò a suonare, un tenore cominciò a
cantare un canto di lode a Iddio.
Decine di ragazze giunsero in fila indiana dalla via
principale, tutte con l’abito bianco e lungo fino ai piedi scalzi, i fiori in
testa e i capelli sciolti.
Ger amava osservare i loro occhi ogni anno, per
scorgere incertezza, dubbi, e a volte vedeva quelle sensazioni, ma di solito
erano sempre sognanti, alcune in lacrime.
Mary Naomi chiudeva la fila, goffa nel suo lungo
abito, le fanciulle tra gli applausi scroscianti si misero in cerchio al centro
della piazza, poi si voltarono verso le persone.
“Correte! Datele i fiori!”, Mrs Wisdom fece
sobbalzare le figlie, palesandosi all’improvviso dietro le loro schiene e
tirando quasi loro addosso il cestino di fiori per la futura sposa.
Ogni diciassettenne donna ricevette dei fiori, da
amici parenti o parenti del futuro sposo, Mary Naomi le ringraziò timidamente e
diventò rossa, a Ger e Jenny fece tenerezza.
Lo sciamano annunciò: “dopo la poesia di apertura
che quest’anno verrà letta e declamata da Miss Mary Gertrude Wisdom,
pregheremo, e dopo inizierà la cerimonia. Giovani diciassettenni, Iddio vi
vede!”.
Tutti applaudirono.
Gertrude venne condotta dall’esperto di danza al centro del cerchio composto dalle ragazze, le venne dato un megafono, e declamò la poesia, facendo ogni tanto finta di leggere, impaurita cercò di dimenticare di essere al centro dell’attenzione, e solo dopo che ebbe finito, mentre tutti applaudivano, cercò lo sguardo di Matthew, l’autore del testo, ma non riuscì a vederlo, e questo la distrusse. Ma dove era andato?
Vuoi sapere come va avanti la storia? Clicca qui: EPISODIO 18.




per come è stata scritta sembra davvero una cerimonia con i contro cojones, bellissima colorata e mega cristiana pazza sgravata.
RispondiEliminapovero matt, si è perso la lettura della sua poesia :(
io non capisco se se l'è persa volontariamente, magari per paura che gli altri capissero qualcosa dai loro sguardi.. oppure se manca perchè qualcuno lo ha allontanato per dispetto.. mi viene in mente il solito thomas cbe gli avrà dato da fare qualcosa proprio in quel momento
Eliminapenso improbabile visto che ha il ballo con ger e che stava tornando sempre con lei dalla scampagnata, spero solo sia stato una dimenticanza di matt
Eliminamatt non se ne sarebbe mai dimenticato
Eliminavero vero, però se escludiamo che si sia fatto male è l'unica cosa plausibile
Eliminaspero solo non abbia avuto un ripensamento, magari quella era una lettera di addio. ci rimarrei malissimo
EliminaLe foto stupende...come sempre molto bello ..
RispondiEliminaPeccato che non abbia sentito la poesia detta da ger
Come sempre sembra di stare vicino alle ragazze mi dispiace per la piccola che dovrà diventare monaca pur non volendo
RispondiEliminasi, che brutta sensazione deve essere crescere con il destino gia scritto
EliminaPiccolo angelo che tenerezza che mi fa ...avere gia scritto il euo destino solo perché la più della famiglia
RispondiEliminaSperiamo non sia capitato nulla a Matthew
RispondiEliminaA volte vorrei trovarmi vicino ai due innamorati solo per sentire le loro emozioni
RispondiEliminaRosy poverina c'è rimasta troppo male mi dispiace tanto
RispondiEliminaperò è stata bella la reazione orgogliosa di rosy, io pensavo sarebbe rimasta nell'ombra per sempre
EliminaSi concordo..rosy mi ha stupita moltissimo
EliminaDevo dire che le foto tra un paragrafo e l’altro sono un tocco di classe molto apprezzato!!
RispondiEliminatutto troppo tranquillo, sta per succedere qualcosa di grosso...e il fatto che matt non fosse presente alla lettura della poesia non promette niente di buono. speriamo non abbia cambiato idea
RispondiEliminaDevo fare i complimenti per l'illustrazione innanzitutto, la sceneggiatura è spettacolare, sembra di vivere nel racconto
RispondiEliminaPeccato per Matt, episodio piacevolissimo da leggere come sempre
RispondiEliminaScorrevole e stuzzicante allo atesso tempo
EliminaUno dei miei episodi preferiti, pieno di emozioni contrastanti... nonostante l'apparente gioia che la festa trasmette, è come se tutto nascondesse una certa amarezza e un'inquietante repressione, è tutto molto schematico e preciso, come se l'accadere delle cose fosse già stato deciso, il che caratterizza molto Cittadella (solo i protagonisti sanno spezzare questa grigia "diligenza")
RispondiEliminaHo la sensazione che l'assenza Matt sia un brutto segno, dubito che sia un caso, chissà cos'è successo
L'assenza di matthew mi mette ansia e fa presagire qualcosa di non buono
Eliminagrande rosy!!!!! basta con le amiche zerbino, non si elemosina più niente 💪💪💪
RispondiEliminaEra ora
EliminaQuando esce l'episodio lo leggi tutto ad un fiato poi a distanza di giorni lo rileggi e sembra di leggere nelle. Righe altre rivelazioni ...
RispondiEliminaForse Thomas ha fatto qualcosa a Matthew, speriamo di no...
RispondiEliminaDalla fine si presume che Matthew la prenderà nel culo nel prossimo episodio, speriamo di no perché quando Matthew la prende in culo sento che la prendo anche io in culo, non è una metafora è letterale
RispondiEliminaUau ..un commento cosi bellissimo sembra che mi abbia letto nell anima ..ha scritto ciò che sento e provo anch'io nel leggere ...uau .. grazie
RispondiEliminaGrazie a te per le bellissime parole😇 ma come sempre il merito va a Luca che ci fa provarr tante emozioni con i suoi racconti.
RispondiEliminaPrego ...😍
RispondiElimina